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Il prossimo avversario: l’Anziolavinio

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Ostacolo medio-alto sul cammino del Salerno nel primo dei due match casalinghi che attendono i ragazzi di Perrone i quali, dovessero fare bottino pieno, imprimerebbero una svolta determinante ai fini del conseguimento della promozione. Il ruolino esterno dell’Anziolavinio, infatti, è decisamente temibile e racconta di una squadra che si esprime meglio in trasferta che non tra le mura amiche: dodici i punti raccolti in versione da viaggio (tre vittorie, tre pareggi ed una sola sconfitta), mentre sono appena otto quelli conquistati in casa. Tutto sommato i laziali stanno disputando il campionato che la critica e soprattutto la società, retta dall’esigente e focoso presidente Rizzaro, si aspettavano nelle previsioni della vigilia. Ciò nonostante, il mister d’inizio stagione, Lombardi, è stato immolato sull’altare della notoria impazienza del patron subendo un immeritato esonero dopo appena tre turni e il discreto approvvigionamento di quattro punti, per far posto all’ex tecnico di Battipagliese ed Ebolitana, Carlo Lanza, legato quest’ultimo da un rapporto di profonda stima ed amicizia con Zdenek Zeman. Sarà una partita sicuramente divertente, perchè i blugranata proveranno a dare una nuova accelerata al loro cammino a suon di pregevoli giocate individuali e sorretti da un lieve ma incoraggiante miglioramento a livello di qualità complessiva della manovra, mentre gli anziati da sempre giocano un calcio molto propositivo, esteticamente gradevole, basato sull’occupazione degli spazi ed i tempi giusti nella realizzazione delle giocate individuali e collettive. La noia difficilmente farà capolino all’ Arechi e siamo pronti a scommettere su una gara intensa e ricca di spunti tattici e tecnici in quanto crediamo che gli ospiti, avendo a loro disposizione un solo risultato, la vittoria, per continuare ad alimentare il sogno promozione diretta, non si snatureranno al cospetto di un palcoscenico stimolante come lo stadio salernitano. Il netto successo per tre reti a zero ottenuto sul difficile campo del Pomigliano ha galvanizzato il gruppo di Lanza e suggerito a Mounard e compagni di non abbassare la guardia in questa delicata e determinante fase del campionato. L’ Anziolavinio gioca con un “4-3-3″ accorto, nel senso che in fase di non possesso si trasforma repentinamente in un pragmatico “4-1-4-1″, con il mediano centrale pronto ad abbassarsi sulla difesa ed i due esterni d’attacco che arretrano sulla linea dei centrocampisti. Quando impostano il gioco, però, i laziali hanno le idee estremamente chiare e bisognerà fare attenzione soprattutto agli oleati meccanismi  innescati sulle corsie laterali, dove le due catene sviluppano interscambi di posizione molto efficaci tra i tre uomini che vi agiscono, con l’esterno alto che taglia in mezzo al campo per favorire la sgroppata del terzino e l’inserimento nello spazio della mezz’ala. La scorsa settimana, con l’avvio della prima fase del mercato dilettantistico, il presidente Rizzaro ha dato sfogo alla sua vulcanica inquietudine realizzando una minirivoluzione, al termine della quale l’organico è stato dapprima sfoltito con le rinunce ai calciatori Cinelli, Pessia, Di Stefano e soprattutto Rocco Giannone e, subito dopo, rimpolpato con gli arrivi di Colantoni, Agate e Fanelli che rappresentano tre ottimi calciatori per la categoria con i loro recenti trascorsi non privi di soddisfazioni nel calcio professionistico.

In porta, con ogni probabilità, il titolare indiscusso della squadra dall’inizio del torneo, Simone Rizzaro (89), figlio del presidente, schierato dal primo minuto in ben dodici occasioni su quattordici, spesso risultato  determinante (rigore allo scadere neutralizzato contro l’Astrea), dovrà ancora una volta lasciare il posto, come è già accaduto nella trasferta di Pomigliano, al giovane collega Mirko Pinti (92) per consentire al tecnico anziate di poter contare sulla presenza di un elemento esperto in più nel pacchetto arretrato oppure in mezzo al campo. La difesa presenta a destra il biondo Ludovico Girometta (92), calciatore molto propositivo in fase di spinta (il suo ruolo originario è quello di esterno alto), forse anche troppo, che rappresenta una vera spina nel fianco degli avversari quando la manovra dell’Anziolavinio scorre fluida ed invita i laterali bassi a sovrapporsi; qualche limite evidente, dettato soprattutto dall’inesperienza considerato che il dinamismo non gli manca, lo sconta ancora in fase difensiva quando tarda a ricomporsi tempestivamente dal punto di vista tattico dopo una sgroppata in avanti. Coppia centrale intoccabile, costituita da Luca Pannozzo (77) ed Alessandro Fioravanti (80): non esattamente una diga invalicabile in quanto i due esperti atleti, temprati da anni di lunghe battaglie sui campi dilettantistici, sono sostanzialmente macchinosi, anche se da un punto di vista tecnico si lasciano apprezzare per la loro capacità di gestire il pallone con invidiabile personalità. La loro prestazione dipenderà soprattutto dall’apporto in fase di copertura che il centrocampo riuscirà a garantire: se dalla mediana filtreranno solo palloni “sporchi”, i due potranno far valere fisicità e temperamento, altrimenti, costretti a muoversi in orizzontale e in verticale, rischierebbero di andare spesso in difficoltà contro gli estrosi brevilinei di Perrone. Attenzione agli inserimenti di Fioravanti nel cuore dell’area di rigore in occasione di palle inattive: suo il gol del pari prezioso conquistato tre domeniche fa sul campo del Budoni. A sinistra dovrebbe giocare il neoarrivato Francesco Colantoni (85), prima parte di stagione disputata con il Palestrina e grande torneo lo scorso anno con la maglia del Pomezia. Richiesto in estate da diverse squadre di Prima e Seconda divisione, traumatizzato dalle tristi vicende extracalcistiche che hanno spazzato via il club pometino dal calcio professionistico, il ventiseienne ha preferito compiere la classica scelta di vita rimanendo vicino casa e contando di esprimere nel Lazio la sua capacità di destreggiarsi discretamente in entrambi le fasi di gioco. Primo rincalzo in difesa, il terzino-stopper Manuel Vanzari (92), mentre fermo ai box per infortunio il propulsivo terzino sinistro Giammauro Serone (91), uno stantuffo ancora un pò grezzo ma decisamente incisivo quando cavalca lungo l’out mancino.

A centrocampo,con la partenza di Rocco Giannone – a Salerno da spettatore non pagante nell’ultima stagione trionfale della Salernitana di Lombardi, conclusa con la promozione in B strappata da Di Napoli e compagni – l’Anziolavinio ha perso un elemento decisamente importante, capace di regalare geometrie e ordine alla manovra. A rimpiazzare il ventottenne sarà il capitano di tante battaglie, Mario Guida (79), una vera istituzione ad Anzio, il quale nella prima parte della stagione giocava spesso alla destra dell’ex granata, amava appoggiare costantemente l’azione offensiva ed anche finalizzarla (due le reti messe a segno). Esperienza notevole e buona dose di raziocinio nella gestione della manovra, non possiede però lo stesso lancio illuminante ed a lunga gittata di Giannone, anche se a livello temperamentale e tattico si lascia decisamente preferire. Ai lati di Guida dovrebbero agire Riccardo Trippa (93) e Fabio Martelli (83). Il primo, in possesso di un buon sinistro, si distingue per dinamismo e può ricoprire un po’ tutti i ruoli sulle corsie laterali, considerato che Lanza lo impiega spesso anche come quarto a sinistra in difesa. E questa soluzione il tecnico potrebbe proporla anche a Salerno per consentire l’ingresso nell’undici base del talentuoso Fabio Fanelli (86), neoarrivato nella compagine laziale, circa ottanta presenze tra prima e seconda divisione e un buon campionato in D con l’Avellino due stagioni orsono (quattro reti al suo attivo). Agisce sul centro-sinistra dove spesso realizza giocate tecnicamente importanti, imprevedibili e spiazzanti per gli avversari, capaci di spaccare la partita, ma non disdegna il ripiegamento difensivo a supporto della fase di copertura della squadra. L’altra mezz’ala provvista di discreta qualità è Fabio Martelli, abile negli inserimenti che a volte assumono i connotati di sinuose penetrazioni, in possesso di un buon dribbling ed al suo attivo un centinaio di presenze nei campionati professionistici e qualche gol. Valida alternativa ai titolari, testimoniata dal minutaggio accumulato, è rappresentata da Roberto Cardoni (92), ragazzo molto dinamico, tatticamente disciplinato, che può disimpegnarsi con buoni risultati sia da cursore esterno offensivo che da interno d’urto e d’inserimento.

Tanta qualità ma anche forza fisica in attacco, dove il terzetto titolare dovrebbe essere formato da Vincenzo Agate (92) a destra, Michele Gallaccio (86) punta centrale ed il colored camerunense Laurent Amassoka (80) ad agire sul versante sinistro. Il primo è reduce da un avvio di stagione complicato a Messina dopo un discreto esordio in seconda divisione lo scorso anno con la maglia del Celano (12 presenze ed 1 gol); si tratta di un’ ala guizzante che spera di riscattare la brutta esperienza peloritana per riprendere la marcia verso il professionismo. Gallaccio, determinante la scorsa stagione tra le fila del Palestrina in Eccellenza (19 reti in campionato ed altre 11 in Coppa Italia), è uno dei tanti calciatori dispersori di talento presenti lungo lo stivale; per doti tecniche, infatti, dovrebbe militare in pianta stabile in categorie superiori ma è del tutto evidente che il suo grande limite è rappresentato da qualche carenza di troppo dal punto di vista caratteriale e della voglia di sacrificarsi. Del resto se dalla Primavera della Lazio parti per Londra, destinazione Chelsea e poi, a distanza di una manciata di anni, ti ritrovi a giocare in D, puoi solo morderti le mani e interrogarti sul perchè delle tue incomprensibili difficoltà ad emergere. Calciatore estremamente pericoloso, tecnico, dotato di discreta mobilità, letale ed efficacissimo con entrambi i piedi dai quali fa esplodere con immediatezza tiri di grande potenza e precisione verso le porte avversarie (7 i centri in campionato fino ad ora), Gallaccio è destinato però, senza lavorare duramente sul “sacro furore” intimo, ad immaginare platee calcistiche ben più gratificanti come una sorta di mortificante utopia. Spalla affidabilissima del bomber portodanzese è il nerboruto Amassoka che, oltre ad essere in possesso di un ottimo fiuto del gol (17 reti la scorsa stagione in D con la maglia del Zagarolo), con la sua potenza fisica è molto utile dal punto di vista strategico in quanto crea spazi per il cecchino Gallaccio, sia quando si lancia in poderose percussioni sull’esterno sinistro, sia quando si accentra portando metri e chili nei sedici metri altrui. E l’ estrema utilità tattica del massiccio camerunense si riscontra soprattutto quando il ragazzo si adopera in un encomiabile lavoro di copertura, ripiegando spesso in fase di non possesso palla lungo la fascia sinistra. Il dato dei soli tre gol realizzati nelle prime quattordici gare è la logica conseguenza del suo disciplinato lavoro al servizio della squadra e del suo partner offensivo . Prime alternative di qualità al terzetto di partenza sono Stefano Antonelli (73) ed il giovanissimo Tornesi (93). Il primo ha un biglietto da visita che è tutto un programma: trecento gol realizzati tra serie D ed Eccellenza, moltissimi dei quali con la maglia dell’Anziolavinio, dai cui tifosi è considerato una sorta di “parìa” intoccabile indiano; ed anche in questa stagione, nonostante gli spazi drasticamente ridotti per “tutelare” le sue trentotto primavere, ha trovato il tempo di bucare tre volte le reti delle porte avversarie. Tutt’altre caratteristiche quelle presenti nel bagaglio calcistico di Tornesi, diciottenne molto interessante, dotato di dribbling e velocità ed abile a destreggiarsi su entrambe le fasce.

PROBABILE FORMAZIONE (4-3-3): Pinti; Girometta, Pannozzo, Fioravanti, Colantoni ( Trippa); Martelli, Guida, Trippa (Fanelli); Agate, Gallaccio, Amassoka.  All: Lanza.

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